KPMG ha pubblicato un documento nel quale ha analizzato i dati statistici relativi ai bilanci di 16 gruppi bancari italiani, rappresentativi di circa il 70% del totale attivo del sistema bancario nazionale, evidenzia come il settore abbia confermato nel 2025 una posizione di particolare solidità sotto il profilo reddituale, patrimoniale e gestionale. Nonostante la riduzione dei tassi di interesse e il permanere di incertezze economiche e geopolitiche, le banche hanno registrato un utile netto complessivo di 29,6 miliardi di euro (+10,8% rispetto al 2024), con un ROE pari al 13,1%, mantenendosi su livelli ampiamente superiori alla media storica.
A differenza degli anni precedenti, la redditività non è stata sostenuta dall'espansione del margine di interesse, ma dalla crescita delle commissioni nette e dei proventi da attività finanziarie, a conferma di una progressiva diversificazione delle fonti di ricavo. Tale evoluzione ha consentito di compensare gli effetti della riduzione dei tassi sul differenziale tra rendimento degli impieghi e costo della raccolta, preservando un margine di intermediazione particolarmente elevato.
Contestualmente è proseguito il miglioramento della qualità del credito. I crediti deteriorati lordi sono scesi a 40,6 miliardi di euro, con un'incidenza sul totale dei finanziamenti pari al 2,1%, il valore più basso dell'ultimo decennio. Anche il costo del credito è rimasto su livelli storicamente contenuti, mentre il Coverage Ratio conferma il mantenimento di un approccio prudenziale nella gestione del rischio.
Il sistema bancario presenta inoltre una solida posizione patrimoniale, con un CET1 Ratio del 14,2% e un Total Capital Ratio del 18,7%, ampiamente superiori ai requisiti regolamentari. La lieve riduzione rispetto al 2024 è principalmente riconducibile alla crescita delle attività ponderate per il rischio, conseguente all'espansione dell'attività creditizia, e non evidenzia segnali di indebolimento della struttura patrimoniale.
Prosegue infine il miglioramento dell'efficienza operativa. La riduzione dei costi, il contenimento delle spese amministrative e la razionalizzazione della rete distributiva hanno determinato un miglioramento del Cost/Income Ratio, sceso al 46,9%, mentre gli investimenti nella digitalizzazione continuano a sostenere la produttività degli intermediari.
Nel complesso, i risultati del 2025 confermano la capacità delle banche italiane di adattare il proprio modello di business a un contesto di tassi più contenuti, preservando elevati livelli di redditività e rafforzando al contempo la qualità del credito, la solidità patrimoniale e l'efficienza gestionale.




