Il nuovo Rapporto sulla sicurezza dei pagamenti digitali al dettaglio in Italia, basato sulle segnalazioni semestrali dei prestatori di servizi di pagamento (PSP), conferma che le frodi elettroniche restano un fenomeno quantitativamente limitato, pur evidenziando nuove criticità sul piano della tutela degli utenti e dell'evoluzione normativa.
In particolare, nel secondo semestre del 2025 il tasso complessivo di frode si è attestato a 10 operazioni fraudolente ogni 100.000 transazioni (0,010%) e a 3 euro ogni 100.000 euro movimentati (0,003%), confermando un'incidenza molto contenuta rispetto al volume totale dei pagamenti digitali.
L'analisi evidenzia differenze significative tra gli strumenti di pagamento. Bonifici ordinari e prelievi ATM mantengono livelli di frode estremamente bassi, mentre carte di pagamento e strumenti di moneta elettronica, pur registrando tassi più elevati, mostrano una sensibile riduzione rispetto al semestre precedente. Particolarmente rilevante è il calo delle frodi sui bonifici SEPA istantanei (-38% rispetto al primo semestre 2025), attribuito anche all'entrata in vigore dell'Instant Payment Regulation (IPR) e all'obbligo, dal 9 ottobre 2025, della verifica del beneficiario (Verification of Payee), che consente di controllare la corrispondenza tra IBAN e intestatario.
Permane una maggiore esposizione al rischio per le operazioni di e-commerce, sebbene il divario rispetto ai pagamenti effettuati presso POS fisici si sia ridotto. Rimangono inoltre particolarmente vulnerabili le operazioni transfrontaliere, soprattutto verso Paesi extra SEE, che rappresentano una quota limitata delle transazioni ma concentrano una parte significativa delle frodi.
Sul piano qualitativo, il Rapporto segnala un aumento delle frodi da manipolazione del pagatore, divenute la modalità prevalente nei bonifici, a conferma del crescente ricorso a tecniche di ingegneria sociale da parte dei frodatori. Al contrario, le operazioni protette da autenticazione forte del cliente (Strong Customer Authentication, SCA) continuano a registrare livelli di rischio sensibilmente inferiori.
Infine, il documento richiama l'attenzione sulla distribuzione delle perdite economiche derivanti dalle frodi, che gravano ancora prevalentemente sui clienti nei casi di bonifico e di prelievo ATM. In questa prospettiva, la futura disciplina europea PSD3/PSR introdurrà l'obbligo di rimborso per le vittime delle frodi da impersonificazione del prestatore di servizi di pagamento, rafforzando il quadro di tutela degli utenti e la responsabilità degli operatori del settore.



