Nel suo intervento al 6° Dolomiti Macro Meeting di Bolzano, Chiara Scotti, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, ha illustrato le ragioni economiche e strategiche che rendono l’euro digitale un progetto centrale per il futuro dell’Europa.
Partendo da un esempio concreto – il dibattito nato durante le Olimpiadi Invernali 2026 sul ruolo dei grandi operatori dei pagamenti digitali – Scotti ha evidenziato come i pagamenti siano ormai un’infrastruttura essenziale della vita economica. In un contesto in cui il contante viene utilizzato sempre meno e una quota crescente di acquisti avviene online, emerge infatti una domanda fondamentale: come garantire ai cittadini l’accesso alla moneta pubblica anche nell’ambiente digitale?
Secondo Scotti, l’euro digitale non deve essere considerato una semplice app di pagamento, ma una forma digitale del contante: una infrastruttura pubblica europea pensata per preservare la fiducia nella moneta, favorire la concorrenza, rafforzare la resilienza dei sistemi di pagamento e sostenere l’autonomia strategica dell’Unione Europea.
Un aspetto centrale dell’intervento riguarda il contributo della ricerca accademica alla progettazione dell’euro digitale. Gli studi economici mostrano infatti che la disponibilità di un’alternativa pubblica nei pagamenti può limitare il potere di mercato degli operatori privati e aumentare il benessere collettivo. Al tempo stesso, evidenziano la necessità di un design equilibrato, capace di evitare effetti indesiderati sul sistema bancario e sulla stabilità finanziaria.
Per questo motivo il progetto dell’Eurosistema prevede alcune importanti salvaguardie: l’euro digitale non sarebbe remunerato, sarebbero introdotti limiti alla detenzione e verrebbero garantite elevati standard di privacy e funzionalità offline.
Nelle conclusioni, Scotti ha sottolineato come una infrastruttura europea comune possa favorire non solo l’integrazione del mercato dei pagamenti, ma anche l’innovazione locale, consentendo a cittadini, imprese e territori di sviluppare nuovi servizi interoperabili in tutta l’area euro.
L’euro digitale si configura quindi come uno strumento per accompagnare la trasformazione digitale dell’economia europea, mantenendo al centro i principi di fiducia, accessibilità e resilienza che da sempre caratterizzano la moneta pubblica.
Link al discorso: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-direttorio/int-dir-2026/20260620-scotti/index.html




