La Corte di giustizia dell'Unione europea ha pubblicato le sentenze nelle cause C-483/23, C-428/24 e C-476/24, stabilendo che il congelamento dei beni detenuti attraverso strutture trust è compatibile con il diritto dell'Unione europea nell'ambito delle misure restrittive adottate contro la Russia per l'aggressione militare all'Ucraina.
La Corte ha chiarito che le nozioni di "appartenenza" e "controllo" dei fondi devono essere interpretate in senso ampio, includendo qualsiasi forma di potere o influenza esercitata sui beni, anche in assenza di un legame giuridico diretto. Ne consegue che i beni conferiti in un trust possono essere congelati quando il costituente o il beneficiario dispongano di un potere di utilizzo, vantaggio, disposizione o influenza sulle risorse o sulle decisioni del trustee — a prescindere da quanto previsto dalle clausole del trust stesso.
Le tre cause riguardavano società e beni situati in Italia, riconducibili indirettamente a soggetti sanzionati dall'UE nel 2022 attraverso trust costituiti alle Bermuda. Le società interessate sostenevano che le persone sanzionate non esercitassero alcun controllo effettivo sui beni. La Corte ha respinto questa impostazione, precisando che indizi di controllo possono emergere anche da circostanze di fatto o dalla presenza di strutture giuridiche inutilmente complesse.




