Nell’audizione sul Documento di finanza pubblica 2026, la Banca d’Italia ha rilevato che il conflitto in Medio Oriente ha peggiorato il quadro macroeconomico determinando un aumento genralizzato dei prezzi e accrescendo l’incertezza. Ciò ha avuto effetti più visibili sull’inflazione che sulla crescita nel breve periodo. Per l’Italia, le proiezioni richiamate nell’audizione indicano una crescita del PIL intorno allo 0,6% nel 2026 e nel 2027, mentre l’inflazione salirebbe al 2,6% nell’anno in corso. Sul fronte dei conti pubblici, il disavanzo è sceso al 3,1% del PIL nel 2025, ma il debito è salito al 137,1 secondo la Banca d’Italia, sarà quindi essenziale mantenere prudenza nella gestione di bilancio, limitando gli interventi contro il caro energia a misure mirate e temporanee, così da favorire dal 2027 l’avvio di una stabile riduzione del rapporto debito/PIL.




