Un nuovo studio della Banca Centrale Europea analizza il funzionamento del mercato dei trasferimenti sintetici del rischio (SRT), attraverso cui le banche trasferiscono a investitori non bancari le potenziali perdite dei portafogli di prestiti, mantenendo però tali esposizioni nei propri bilanci. L’analisi, basata su dati a livello di singola transazione nell’area dell’euro, evidenzia tre canali di possibile rischio per la stabilità finanziaria.
In primo luogo, lo studio rileva che gli istituti tendono a trasferire prestiti caratterizzati da un elevato assorbimento di capitale rispetto al loro livello di rischio. Gli autori mostrano che, man mano che le banche riallocano il capitale liberato, i loro portafogli di prestiti diventano più rischiosi rispetto al loro livello di capitalizzazione.In secondo luogo, emerge che, dopo aver effettuato operazioni di SRT, le banche riducono l’intensità delle attività di monitoraggio sulle imprese finanziate, soprattutto quando la quota di esposizione trasferita è più elevata rispetto al totale.Infine, il paper mette in luce una forte interconnessione tra banche e investitori non bancari: gli istituti tendono infatti a collocare operazioni SRT presso controparti con cui intrattengono già relazioni creditizie, rafforzando così i legami all’interno del sistema finanziario.




