Intervenendo il 23 settembre a Varsavia per i vent'anni della KNF, l'autorità polacca di vigilanza finanziaria, la Presidente dell'ESMA Verena Ross ha indicato nella Polonia un esempio di come riforme costanti e integrazione europea possano far crescere un mercato. La Borsa di Varsavia, nata poco più di trent'anni fa, conta oggi oltre 400 società quotate e quasi tre quarti degli scambi sul mercato principale arrivano da investitori esteri.
Per l'Europa nel suo insieme, però, le riforme fatte finora non bastano. Ross ha ricordato i limiti strutturali dei mercati UE: meno attività sui mercati pubblici, più delisting, una capacità di investimento di famiglie e istituzionali ancora insufficiente e soprattutto una forte frammentazione. Per questo ha sostenuto la strategia della Commissione sulla Savings and Investments Union e il pacchetto MISP, che a suo giudizio potrebbe diventare la riforma più importante dei mercati finanziari dopo quelle seguite alla crisi di quindici anni fa.
Il nodo centrale è la vigilanza. Per i soggetti che operano su scala europea (grandi sedi di negoziazione, controparti centrali, depositari centrali e prestatori di servizi per le cripto-attività) una supervisione diretta dell'ESMA ridurrebbe inefficienze e incoerenze, a patto di fissare criteri di significatività realistici e di mantenere una stretta cooperazione con le autorità nazionali. Ross ha poi richiamato gli altri capitoli del pacchetto: regole più armonizzate per le sedi di negoziazione, collegamenti standardizzati tra depositari centrali e un DLT Pilot che apra la strada a mercati tokenizzati su larga scala.
In chiusura, un richiamo alla semplificazione: meno duplicazioni nelle regole e una vigilanza più proporzionata e basata sul rischio, senza rinunciare alla tutela degli investitori.




