La Banca d’Italia pubblica un Occasional Paper scritto da Marco Albori e Andrea Zaghini, il N. 1057, nella sezione Questioni di Economia e Finanza.
Il lavoro analizza prorpio gli effetti che la diffusione dell'intelligenza artificiale (IA) generativa può avere sul costo di emissione delle obbligazioni societarie. Il campione di studio ha come oggetto i titoli delle società non finanziarie statunitensi emessi nel periodo gennaio 2020-febbraio 2026, al fine di verificare se gli investitori differenzino le imprese in base alla loro posizione nella catena del valore dell'IA.
Chi ha beneficiato di una significativa riduzione del costo del debito rispetto agli emittenti comparabili sono le società che ottengono ricavi dalla vendita dei servizi forniti dai data center. A differenza, invece, delle imprese del settore software che hanno registrato un peggioramento delle condizioni di finanziamento. In via definitiva, lo studio evidenzia che ormai i mercati del credito hanno rapidamente incorporato nelle valutazioni dei titoli le aspettative circa la distribuzione dei benefici e dei costi connessi alla diffusione dell'IA generativa.




