Uno studio recentemente pubblicato dalla BCE propone un nuovo modello agent-based (DeTail) per valutare gli effetti dei buffer di capitale macroprudenziali rilasciabili sull'economia e sulla stabilità del sistema finanziario nel corso del ciclo del credito.
Il modello riproduce le interazioni tra imprese, famiglie, banche e banca centrale all'interno di un quadro stock-flow consistent, consentendo di simulare in modo realistico l'evoluzione del credito e gli effetti delle politiche macroprudenziali. L'obiettivo è misurare come requisiti patrimoniali variabili nel tempo incidano sulla distribuzione dei rischi, con particolare attenzione agli eventi più estremi, quali insolvenze e perdite bancarie.
I risultati mostrano che il rilascio dei buffer di capitale nelle fasi di rallentamento economico contribuisce a sostenere l'offerta di credito, riducendo il rischio di una contrazione dell'attività di finanziamento. Al tempo stesso, diminuiscono i tassi di insolvenza di imprese e famiglie e si riduce l'entità delle perdite più gravi per il sistema bancario, rafforzandone la resilienza.
Lo studio evidenzia inoltre che l'accumulo dei buffer durante le fasi espansive del ciclo economico comporta costi limitati e non determina effetti significativi sulla capacità delle banche di concedere credito.
Le evidenze empiriche offerte dal modello confermano quindi l'utilità di un impiego attivo e anticiclico dei buffer di capitale rilasciabili. Secondo gli autori, tali strumenti consentono di attenuare il rischio sistemico e di rendere più stabile il ciclo del credito, preservando al contempo la solidità del settore bancario e la capacità degli intermediari di sostenere l'economia reale.




