ESMA ha pubblicato il terzo rapporto annuale sui mercati europei del carbonio, evidenziando il ruolo centrale degli intermediari finanziari nel funzionamento del mercato EU ETS.
Secondo il rapporto, imprese di investimento e banche hanno rappresentato circa il 62% dei volumi complessivi di negoziazione nel 2025, contribuendo alla liquidità del mercato, all’accesso alle quote da parte degli operatori soggetti agli obblighi di compliance e alla gestione del rischio di prezzo.
Nel 2025 il valore dei mercati europei del carbonio ha raggiunto 777 miliardi di euro, sostenuto dall’intensa attività di negoziazione e dall’aumento dei prezzi. Nei primi mesi del 2026, tuttavia, i prezzi delle quote di emissione sono diminuiti del 29% in tre mesi, mentre la volatilità ha toccato il livello più elevato degli ultimi due anni, riflettendo l’incertezza sulle future regole dell’EU ETS, sui costi energetici e sulle condizioni generali di mercato.
ESMA rileva comunque che il mercato resta resiliente e non segnala criticità rilevanti in materia di trasparenza o integrità del mercato. Il prezzo medio annuo delle quote di emissione è aumentato del 13% rispetto al 2024 e i ricavi da asta sono cresciuti dell’11%, nonostante una lieve riduzione dei volumi messi all’asta.
L’Autorità segnala, infine, che i progressi nell’utilizzo dei Legal Entity Identifier nel Registro dell’Unione restano limitati e raccomanda di renderli obbligatori per tutti i conti di negoziazione, anche in vista del nuovo ETS2.
Per maggiori informazioni consultare il seguente link: https://www.esma.europa.eu/press-news/esma-news/financial-firms-keep-eu-carbon-markets-moving




