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ESMA richiama il mercato alla preparazione per il passaggio a T+1

06/07/2026 12:22

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ESMA richiama il mercato alla preparazione per il passaggio a T+1

La Presidente dell’ESMA, Verena Ross, è intervenuta all’evento dell’EU T+1 Industry Committee, richiamando l’attenzione degli operatori sulla necessit

La Presidente dell’ESMA, Verena Ross, è intervenuta all’evento dell’EU T+1 Industry Committee, richiamando l’attenzione degli operatori sulla necessità di accelerare la preparazione operativa in vista del passaggio dell’Unione europea al ciclo di regolamento T+1.

La data di applicazione del nuovo regime è fissata all’11 ottobre 2027. Secondo ESMA, il mercato europeo si trova ora in una fase decisiva, nella quale occorre passare dalla pianificazione alla concreta attuazione delle misure necessarie lungo l’intera catena di negoziazione e regolamento.

Nel suo intervento, ESMA ha evidenziato il ruolo svolto dall’EU T+1 Industry Committee, che ha predisposto strumenti operativi quali roadmap, handbook, checklist, market practices, piani di test e indagini sul grado di preparazione degli operatori.

Particolare rilievo viene attribuito ai nuovi requisiti in materia di allocazioni e conferme, che dovrebbero iniziare ad applicarsi dal 7 dicembre 2026. Tali presìdi sono considerati centrali per il buon funzionamento del regolamento T+1, poiché eventuali ritardi nelle fasi iniziali dell’operazione potrebbero riflettersi direttamente sulla capacità di regolare nei tempi previsti.

ESMA ha quindi invitato gli operatori a finalizzare sin da ora i propri piani di implementazione, intervenendo su sistemi, modelli operativi, dati statici, istruzioni standard di regolamento, procedure con clienti e controparti e livelli di automazione. La preparazione, secondo l’Autorità, non può riguardare il singolo intermediario isolatamente, ma deve coinvolgere l’intero ecosistema di mercato, inclusi clienti, broker, depositari, CSD, CCP, sedi di negoziazione, fornitori e outsourcer.

La fase di test prevista nel 2027 sarà decisiva per verificare la tenuta operativa del nuovo assetto e ridurre il rischio di disfunzioni al momento dell’avvio. Il passaggio a T+1 viene così presentato non solo come una riduzione dei tempi di regolamento, ma come una prova di coordinamento per l’intero mercato europeo dei capitali.

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