I più recenti risultati del Consumer Expectations Survey della BCE relativi a maggio 2026 mostrano un quadro in graduale miglioramento, ma ancora caratterizzato da elementi di cautela da parte delle famiglie europee.
Inflazione: si raffreddano le aspettative nel breve termine
Il dato più significativo riguarda le aspettative di inflazione a dodici mesi, che scendono dal 4,0% al 3,5%, segnalando una maggiore fiducia nella progressiva normalizzazione dei prezzi. Restano invece sostanzialmente stabili le aspettative di medio-lungo periodo, con un'inflazione attesa al 2,9% tra tre anni e al 2,4% tra cinque anni, valori coerenti con l'obiettivo della BCE.
Pur diminuendo l'incertezza sulle prospettive dei prezzi, questa rimane superiore ai livelli precedenti alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Inoltre, le percezioni dell'inflazione continuano a essere più elevate tra i nuclei familiari a reddito più basso e tra i consumatori più anziani.
Redditi in lieve crescita, ma consumi più prudenti
Le famiglie prevedono un modesto miglioramento del reddito nominale nei prossimi dodici mesi (1,0% rispetto allo 0,8% del mese precedente). Parallelamente, però, diminuiscono le aspettative di crescita della spesa, che scendono dal 4,3% al 3,8%.
Il dato suggerisce un atteggiamento più prudente nei consumi, sebbene le famiglie appartenenti alle fasce di reddito più basse continuino a prevedere livelli di spesa relativamente più elevati.
Economia: migliora il sentiment, ma restano timori sul lavoro
Le aspettative sulla crescita economica rimangono negative, pur registrando un miglioramento: la contrazione attesa passa dal -2,2% al -1,7%.
Sul fronte occupazionale emerge invece una lieve crescita del tasso di disoccupazione atteso, che sale all'11,3%. Le differenze tra fasce di reddito restano marcate: le famiglie economicamente più fragili prevedono un rischio di disoccupazione sensibilmente superiore rispetto ai nuclei con redditi più elevati.
Mercato immobiliare e credito
Le aspettative sull'aumento dei prezzi delle abitazioni si riducono leggermente, attestandosi al 3,6%, mentre le attese sui tassi dei mutui rimangono invariate al 4,9%.
L'elemento più rilevante riguarda però il credito: aumenta la percezione di un irrigidimento delle condizioni di accesso ai finanziamenti, con la quota netta di famiglie che segnala maggiori difficoltà ai livelli più elevati da febbraio 2024.
In conclusione
L'indagine della BCE evidenzia segnali incoraggianti sul fronte delle aspettative di inflazione nel breve periodo, un elemento che potrebbe favorire il percorso di stabilizzazione dei prezzi. Tuttavia, la maggiore cautela nei consumi, le persistenti disparità tra le diverse fasce di reddito e il crescente irrigidimento percepito nell'accesso al credito confermano come il contesto economico rimanga ancora complesso e caratterizzato da una fiducia solo parzialmente recuperata.
Link alla notizia: https://www.bancaditalia.it/media/bce-comunicati/documenti/2026/ecb.pr260626.pdf




