Il 22 giugno 2026, l'European Banking Authority (EBA) ha pubblicato gli standard tecnici di attuazione (ITS) finali che aggiornano il framework di disclosure Pillar 3, introducendo nuovi obblighi informativi relativi ai rischi ambientali, sociali e di governance (ESG), alle esposizioni in strumenti di capitale (equity) e alle esposizioni verso entità di shadow banking.
L'intervento completa l'attuazione dei requisiti introdotti dal Capital Requirements Regulation 3 (CRR3) e si inserisce nel più ampio programma europeo di semplificazione normativa e riduzione degli oneri amministrativi.
Le principali novità
Per la prima volta, i requisiti di disclosure ESG saranno applicabili a tutte le istituzioni creditizie, secondo un approccio proporzionato previsto dal CRR3.
L'EBA introduce un modello "Core + Supplement", calibrato sulla dimensione e complessità degli intermediari:
- Le grandi banche vedranno una riduzione del 37% dei datapoint da pubblicare rispetto all'attuale framework.
- Gli istituti di media dimensione beneficeranno di una riduzione del 17%.
- Le Small and Non-Complex Institutions (SNCI) avranno requisiti informativi ridotti dell'84% rispetto alle grandi banche.
Inoltre, per le SNCI l'EBA provvederà direttamente alla precompilazione e pubblicazione di parte delle informazioni ESG nel Pillar 3 Data Hub sulla base dei dati di vigilanza già trasmessi.
Nuove disclosure su equity e shadow banking
Gli ITS introducono anche i nuovi obblighi previsti dal CRR3 relativi a:
- esposizioni in strumenti di capitale (art. 438(e) CRR3);
- esposizioni aggregate verso entità di shadow banking (art. 449b CRR3).
L'obiettivo è aumentare la trasparenza su aree considerate rilevanti ai fini della valutazione del rischio prudenziale.
Maggiore allineamento con ESRS e CSRD
Un elemento particolarmente rilevante riguarda l'allineamento con gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
L'EBA ha adattato il framework Pillar 3 alle recenti semplificazioni degli ESRS, favorendo l'interoperabilità tra reporting prudenziale e reporting di sostenibilità. Le banche potranno quindi riutilizzare informazioni già pubblicate nell'ambito delle disclosure Pillar 3, limitando duplicazioni e inefficienze operative.
Integrazione tra reporting e supervisione
Le nuove disclosure ESG sono strettamente collegate al futuro framework di segnalazione di vigilanza ESG attualmente in consultazione.
L'iniziativa recepisce inoltre le raccomandazioni del Joint Bank Reporting Committee (JBRC) sull'integrazione semantica dei dati, rafforzando il percorso verso un modello di reporting più coerente e integrato.
L'EBA trasmetterà ora gli ITS alla Commissione Europea per l'adozione formale.
Le nuove disposizioni dovrebbero applicarsi:
- dal 31 dicembre 2026 per la generalità degli enti;
- dal 31 dicembre 2027 per le Small and Non-Complex Institutions (SNCI).
L'Autorità svilupperà inoltre il relativo Data Point Model (DPM), la tassonomia XBRL e un nuovo strumento di mapping tra disclosure Pillar 3 e reporting di vigilanza.
Impatti per gli intermediari
Le modifiche rappresentano un passaggio importante nell'evoluzione del framework prudenziale europeo:
- maggiore proporzionalità per gli operatori di minori dimensioni;
- riduzione degli oneri di reporting grazie alla semplificazione dei requisiti ESG;
- maggiore integrazione tra reporting prudenziale e reporting di sostenibilità;
- rafforzamento della trasparenza sulle esposizioni in equity e verso il settore dello shadow banking.
Le banche dovranno pertanto valutare tempestivamente gli impatti organizzativi, informativi e di governance derivanti dal nuovo assetto di disclosure previsto dal CRR3.
Link ai nuovi templates: https://www.eba.europa.eu/publications-and-media/press-releases/eba-updates-pillar-3-disclosure-requirements-esg-risks-equity-and-shadow-banking-exposures-part




