Il Consiglio dei Ministri, il 10 giugno 2026, ha approvato i decreti attuativi che adeguano l'ordinamento italiano al Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act), dando il via a un sistema interno basato su autorità, controlli, garanzie e responsabilità. L'obiettivo è costruire una cornice ampia che intrecci vigilanza di mercato, protezione dei dati, settore finanziario, pubblica amministrazione, in un'unica logica di gestione del rischio.
Il provvedimento punta a valorizzare le autorità di settore già esistenti piuttosto che crearne una nuova dedicata, scelta che consente di riutilizzare competenze maturate nell'ordinamento ma che apre interrogativi sulla qualità del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
Tra i nodi critici segnalati dagli osservatori: la clausola di invarianza finanziaria, che non prevede risorse aggiuntive per sostenere i controlli richiesti da una materia complessa come l'IA; il rischio che gli adempimenti abbiano conseguenze sproporzionate sulle piccole e medie imprese; la necessità di garantire un controllo umano realmente effettivo, soprattutto negli ambiti più sensibili.
Tale intervento si compie in un momento in cui, a livello europeo, si discute di una possibile semplificazione dell'AI Act, nell'ottica della continua ricerca di un equilibrio ancora da trovare tra ambizione regolatoria e sostenibilità del sistema.




