La Banca d'Italia ha pubblicato uno Studio nel quale analizza la trasmissione eterogenea degli shock di offerta nel mercato del petrolio e del gas all’inflazione al consumo, utilizzando dati granulari dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) dell’area euro e strumenti di identificazione esterni. I risultati mostrano che l’impatto inflazionistico degli shock petroliferi è relativamente breve, mentre gli shock del gas producono effetti più intensi e significativamente più persistenti.
Nel caso del petrolio, in particolare, la trasmissione ai prezzi dei carburanti avviene in modo pressoché immediato; per il gas, invece, il trasferimento ai costi energetici sostenuti dalle famiglie si manifesta più gradualmente. L’analisi disaggregata evidenzia inoltre una marcata eterogeneità nella propagazione agli altri prezzi al consumo.
Lo studio, inoltre, verifica che in contesti caratterizzati da bassa inflazione, gli effetti indiretti degli shock energetici risultano generalmente limitati; al contrario, in regimi di elevata inflazione tali effetti diventano molto più pronunciati, soprattutto nel caso degli shock legati al gas.
Applicando questo quadro analitico allo shock energetico del 2026, gli autori sostengono che le sue conseguenze inflazionistiche potrebbero essere più contenute rispetto a quelle osservate durante la crisi del 2021-2022, in considerazione dell’aumento relativamente moderato dei prezzi del gas. Tuttavia, poiché gli effetti indiretti più ampi e quelli di secondo impatto dipendono in misura cruciale dalla durata del periodo in cui i costi energetici rimarranno elevati, il grado di incertezza resta significativo.




