Il presente studio approfondisce le modalità attraverso cui la politica monetaria statunitense influenza i flussi internazionali di capitali tra gli Stati Uniti e gli investitori esteri. La conoscenza di tali flussi è importante, nella misura in cui determina quali mercati globali siano maggiormente esposti al rischio e se la risposta globale al restringimento monetario abbia carattere stabilizzante o destabilizzante. Al riguardo, il working paper mette in discussione la convinzione secondo cui il restringimento della politica monetaria statunitense attragga capitali esteri attraverso acquisti di Titoli del Tesoro americani. Utilizzando dati bilaterali dettagliati sui flussi di portafoglio transfrontalieri nel periodo 1994-2019, si dimostra che gran parte degli afflussi di capitali verso gli Stati Uniti è in realtà riconducibile al rimpatrio di fondi da parte di investitori statunitensi precedentemente investiti in azioni estere. Estendendo l'analisi agli shock informativi delle banche centrali si evidenzia un riequilibrio globale dei portafogli, con gli investitori statunitensi che aumentano le proprie posizioni in azioni estere e gli investitori esteri che si spostano verso azioni statunitensi.
Nel complesso, lo studio mostra che identificare quali investitori modificano i propri portafogli è fondamentale per comprendere come la politica monetaria statunitense si riversi sui mercati finanziari globali.




