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Banca centrale europea: clima, stabilità finanziaria e ruolo della vigilanza bancaria

22/04/2026 14:00

CELF

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Banca centrale europea: clima, stabilità finanziaria e ruolo della vigilanza bancaria

Nel corso di un’intervista, Frank Elderson, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea e Vicepresidente del Consiglio di vigilanza, ha

Nel corso di un’intervista, Frank Elderson, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea e Vicepresidente del Consiglio di vigilanza, ha chiarito il ruolo dell’istituzione rispetto alle tematiche climatiche e ambientali.

La Banca centrale europea non è responsabile della definizione delle politiche climatiche, che spettano ai governi democraticamente eletti. Tuttavia, tali fattori incidono direttamente sui principali obiettivi della BCE, in particolare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria. Eventi climatici estremi, come siccità e alluvioni, possono influenzare significativamente l’inflazione e non possono essere esclusi dalle analisi economiche.

In questo contesto, la BCE integra i rischi climatici e ambientali nei propri modelli e nelle attività di politica monetaria. Inoltre, nell’ambito delle operazioni di rifinanziamento, tiene conto della coerenza degli attivi presentati come garanzia rispetto agli obiettivi climatici europei.

Per quanto riguarda il sistema bancario, Elderson ha evidenziato progressi rilevanti negli ultimi anni nell’identificazione e nella gestione dei rischi climatici e ambientali. Rimangono tuttavia alcune criticità, tra cui la necessità di una copertura più completa dei rischi, anche in relazione alla perdita di biodiversità e alla coerenza delle pratiche tra diverse giurisdizioni.

La BCE non interviene nelle decisioni di allocazione del credito da parte delle banche, ma richiede che i rischi associati alle attività finanziate, inclusi quelli reputazionali e legali, siano adeguatamente gestiti.

Con riferimento al quadro regolamentare, è stato sottolineato come il sistema bancario europeo sia oggi più solido rispetto al periodo precedente alla crisi finanziaria del 2008, grazie al rafforzamento della vigilanza e all’introduzione di meccanismi di risoluzione. In tale contesto, è stata evidenziata l’importanza di evitare processi di deregolamentazione che possano compromettere i progressi raggiunti.

Infine, è stata richiamata l’attenzione sulla crescita del settore della finanza non bancaria, caratterizzato da livelli di trasparenza e supervisione inferiori rispetto al sistema bancario tradizionale. Secondo Elderson, è necessario rafforzare il monitoraggio e la raccolta di informazioni su tali attività, al fine di prevenire potenziali rischi sistemici.

Nel complesso, emerge la necessità di proseguire nel rafforzamento dell’Unione bancaria, dell’Unione dei mercati dei capitali e del mercato unico europeo, elementi ritenuti essenziali per sostenere gli investimenti necessari alla transizione economica, digitale e ambientale.

Link all'intervista:

https://www.bankingsupervision.europa.eu/press/interviews/date/2026/html/ssm.in260422~9f4d3c191b.en.html 

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