Il 4 marzo 2026 il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva la prima Legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese, provvedimento che interessa oltre il 95% delle imprese attive in Italia e che è attualmente in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tra gli interventi di maggiore rilievo sistematico figura l'articolo 7, che avvia concretamente la riforma dei Confidi attraverso una delega al Governo per il riordino organico della disciplina di settore, nel rispetto dei principi e criteri direttivi espressamente indicati dalla norma. Si tratta di un intervento atteso da tempo, che risponde all'esigenza di adeguare il quadro regolatorio dei Confidi alle profonde trasformazioni intervenute nel contesto economico, finanziario e tecnologico, rafforzandone il ruolo a sostegno delle PMI nel campo della garanzia e dei servizi finanziari.
Il settore dei Confidi ha attraversato negli ultimi anni un significativo processo di consolidamento strutturale, che i dati disponibili descrivono con chiarezza: i Confidi maggiori iscritti all'albo di cui all'articolo 106 del Testo Unico Bancario si sono ridotti in dieci anni da 63 a 30 unità, mentre i Confidi minori sono passati da 501 a 143. Questo processo di progressiva riorganizzazione, pur necessario sul piano della stabilità e dell'efficienza del comparto, pone oggi con urgenza la questione di come valorizzare e rilanciare il ruolo dei Confidi superstiti in un mercato in rapida evoluzione, garantendo al contempo la copertura territoriale del sistema di garanzia a favore delle imprese di minori dimensioni.
La delega legislativa si articola attorno a un insieme di direttrici strategiche tra loro interconnesse. Sul versante della governance e della compagine sociale, la riforma prevede l'allargamento della base associativa dei Confidi a soggetti diversi dalle PMI e dai liberi professionisti, con l'obiettivo di ampliare la platea dei soggetti che possono partecipare alla struttura consortile e di rafforzarne la solidità patrimoniale e organizzativa. Sul versante regolatorio, è prevista la revisione dei requisiti per l'iscrizione all'albo di cui all'articolo 106 TUB, con l'obiettivo di calibrare le condizioni di accesso alle caratteristiche operative specifiche dei Confidi e alla tipicità del loro oggetto sociale, distinguendole più nettamente da quelle degli intermediari finanziari generalisti sottoposti alla vigilanza di Banca d'Italia. La delega prevede altresì misure di stimolo ai processi di aggregazione e rafforzamento della stabilità del comparto, anche attraverso meccanismi di integrazione interconsortile che consentano ai Confidi di raggiungere dimensioni e capacità operative adeguate al contesto competitivo attuale.
Sul piano dell'operatività, l'aspetto di maggiore interesse strategico riguarda la revisione e l'ampliamento delle attività esercitabili dai Confidi iscritti all'albo di cui all'articolo 106 TUB. In particolare, la delega individua nello sviluppo delle attività di consulenza e assistenza finanziaria alle imprese consorziate o socie una direttrice strategica di sviluppo, che consentirebbe ai Confidi di evolvere da soggetti prevalentemente erogatori di garanzie verso operatori in grado di offrire un supporto più articolato e qualificato alle PMI nelle loro decisioni finanziarie. Si tratta di una prospettiva ambiziosa, che si colloca in un contesto di forte innovazione tecnologica e di trasformazione dei mercati dei servizi finanziari, e che richiederà ai Confidi investimenti significativi in termini di competenze, infrastrutture digitali e modelli organizzativi. La delega include infine l'obiettivo di ridurre i costi di istruttoria per la valutazione del merito creditizio delle imprese, elemento che incide direttamente sull'accessibilità e sull'efficienza del sistema di garanzia per le PMI.
È opportuno precisare che la delega legislativa definisce principi e criteri direttivi di carattere generale, la cui concreta declinazione sarà affidata al testo del futuro decreto legislativo, che costituirà il vero banco di prova della riforma. Le aspettative del settore sono elevate e i Confidi possono sin d'ora avviare una riflessione più strutturata sulle proprie strategie di sviluppo ed evoluzione, in vista di un quadro normativo che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe offrire loro strumenti più adeguati per rispondere alle esigenze di un tessuto produttivo in continua trasformazione.




