Il 25 febbraio 2026 le commissioni parlamentari ECON, ENVI e LIBE del Parlamento europeo hanno approvato un pacchetto di proposte legislative che introduce nel diritto dell'Unione europea una nuova categoria di imprese, le small mid-cap enterprises (SMC), estendendo a esse una serie di semplificazioni normative finora riservate alle piccole e medie imprese (PMI). In assenza di obiezioni durante la sessione plenaria del 9-12 marzo 2026, i negoziati interistituzionali con il Consiglio dell'Unione europea sono stati formalmente autorizzati. Il pacchetto si inserisce nel quarto Omnibus sulla semplificazione normativa presentato dalla Commissione europea nel maggio 2025 e risponde alle raccomandazioni del Rapporto Draghi sulla competitività europea e del Rapporto Letta sul futuro del mercato unico.
L'intervento mira a correggere il cosiddetto cliff-edge effect: nel sistema regolatorio vigente, il superamento delle soglie dimensionali previste per le PMI determina la perdita immediata di un insieme significativo di semplificazioni amministrative, producendo un disincentivo strutturale alla crescita che penalizza le imprese in fase di espansione. La nuova categoria delle SMC crea una fascia intermedia tra PMI e grandi imprese, con un regime regolatorio graduato e proporzionato. Il Parlamento ha precisato che le nuove misure non devono ridurre il sostegno alle PMI e che l'intervento dovrà rispettare il principio Think Small First.
Secondo la definizione approvata dalle commissioni parlamentari, rientrano nella categoria delle SMC le imprese con meno di 1.000 dipendenti e un fatturato annuo fino a 200 milioni di euro ovvero un totale di bilancio fino a 172 milioni di euro. Tali soglie sono sensibilmente più elevate rispetto a quelle proposte dalla Commissione europea — che aveva fissato i limiti a 750 dipendenti, 150 milioni di euro di fatturato e 129 milioni di euro di totale di bilancio — e questa divergenza costituirà uno dei principali nodi negoziali in sede di trilogo. Il Parlamento ha stabilito che le soglie saranno sottoposte a revisione ogni cinque anni.
Sul piano delle semplificazioni sostanziali, il pacchetto interviene in sei ambiti distinti. In materia di protezione dei dati, la proposta estende alle SMC l'esenzione dall'obbligo di tenuta dei registri delle attività di trattamento previsto dall'articolo 30, paragrafo 5, del GDPR, limitatamente ai trattamenti che non comportano rischi elevati per i diritti degli interessati e con esclusione espressa del trattamento di categorie particolari di dati ai sensi dell'articolo 9. Sul versante dei mercati dei capitali, la modifica a MiFID II consente alle SMC di accedere agli SME Growth Markets e di beneficiare di requisiti semplificati in materia di prospetti informativi, riducendo i costi di accesso alla quotazione. In materia di sostenibilità delle catene di approvvigionamento, la frequenza della revisione obbligatoria della politica di due diligence prevista dal Regolamento sulle batterie viene portata da tre a cinque anni per le SMC, fatta salva la necessità di aggiornamenti anticipati in presenza di cambiamenti significativi. Quanto alla normativa sui gas fluorurati, l'obbligo di registrazione nel portale F-gas viene limitato ai soli flussi commerciali che superano le soglie quantitative soggette a obblighi di comunicazione, eliminando un adempimento sproporzionato per gli operatori di minori dimensioni. Il pacchetto estende infine alle SMC il supporto istituzionale previsto per le entità critiche nell'ambito della normativa sulla resilienza delle infrastrutture critiche e semplifica l'accesso agli strumenti di difesa commerciale dell'Unione.
Le proposte sono state approvate con ampie maggioranze: le modifiche a MiFID II e alla direttiva sulla resilienza delle entità critiche hanno ottenuto 98 voti favorevoli, 6 contrari e 5 astensioni, con autorizzazione ai negoziati di 102 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astensione; le modifiche riguardanti GDPR, Regolamento Prospetti, F-gas, batterie e strumenti di difesa commerciale hanno raccolto 158 voti favorevoli, 9 contrari e 10 astensioni, con autorizzazione ai negoziati di 166 voti favorevoli e 9 contrari.
L'efficacia concreta dell'intervento dipenderà dall'esito del trilogo, in particolare sulla definizione finale delle soglie dimensionali, e dalla capacità del legislatore di garantire che l'estensione delle semplificazioni alle SMC non avvenga a scapito della tutela già riconosciuta alle PMI.




