È attualmente all’esame del Senato, per la definitiva approvazione, il disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese (PMI), già approvato dalla Camera dei deputati il 5 febbraio 2026. Il provvedimento dà attuazione all’art. 18 della legge n. 180/2011 (Statuto delle imprese), che prevede la presentazione annuale di un disegno di legge volto a definire interventi organici a sostegno dello sviluppo delle micro, piccole e medie imprese.
Il DDL si articola in cinque ambiti principali, che spaziano dalla crescita dimensionale delle imprese alla semplificazione amministrativa, dall’accesso al credito alla disciplina delle startup e PMI innovative. Tra le misure di maggiore interesse per il sistema produttivo e finanziario, particolare rilievo assumono tuttavia le disposizioni in materia di valorizzazione finanziaria dei beni di magazzino, destinate a incidere in modo significativo sugli strumenti di funding alternativi per le PMI.
Cartolarizzazioni e de-stocking: un nuovo perimetro operativo
L’art. 8 del disegno di legge introduce infatti importanti modifiche alla legge n. 130/1999 sulle cartolarizzazioni, con l’obiettivo di rendere più efficiente l’utilizzo di tali operazioni a fini di de-stocking e di gestione del capitale circolante. In particolare, il legislatore interviene sul finanziamento con funzione di trasferimento del rischio di credito di cui all’art. 7, comma 1, lett. a), ampliandone in modo significativo l’ambito oggettivo.
Le modifiche agli artt. 7, commi 1 e 2-octies, consentono al soggetto finanziato di destinare al patrimonio segregato non solo i crediti, ma anche i diritti e i beni a essi riferibili, inclusi i beni derivanti dalla loro trasformazione o combinazione, nonché i beni sostitutivi. In tal modo, il perimetro della cartolarizzazione viene esteso a tutti gli elementi economici che concorrono alla generazione dei crediti, rendendo di fatto finanziariamente valorizzabile anche il magazzino in lavorazione o in trasformazione, e non più soltanto quello “statico”.
Accesso allo strumento anche per le PMI non finanziarie
Ulteriore profilo di grande interesse è la previsione che consente la costituzione del patrimonio destinato anche mediante cessione a una società veicolo d’appoggio (SPV) ai sensi dell’art. 7, comma 4, della legge n. 130/1999, senza il rispetto del vincolo – finora previsto – che limitava tale possibilità ai crediti deteriorati ceduti da banche o intermediari finanziari italiani.
La nuova formulazione apre dunque l’accesso allo strumento anche alle imprese non finanziarie, incluse le PMI, che potranno utilizzare strutture di cartolarizzazione per finanziare crediti ordinari o attivi connessi al magazzino. Si tratta di un’evoluzione rilevante, che amplia le opzioni di finanziamento alternative al credito bancario tradizionale e rafforza il ruolo della cartolarizzazione come strumento di supporto alla liquidità e alla gestione efficiente delle scorte.
Uno strumento da monitorare
Nel complesso, le nuove disposizioni segnano un passo importante verso una maggiore integrazione tra economia reale e strumenti di finanza strutturata, offrendo alle PMI soluzioni potenzialmente innovative per affrontare le sfide legate all’accesso al credito e alla gestione del capitale circolante. Resta ora da attendere l’approvazione definitiva del DDL e, soprattutto, la concreta implementazione operativa delle nuove previsioni, che sarà decisiva per misurarne l’effettivo impatto sul tessuto imprenditoriale.



