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RED III: il nuovo quadro normativo italiano per le energie rinnovabili

03/02/2026 15:42

CELF

NEWS, NOVITA' NORMATIVE,

RED III: il nuovo quadro normativo italiano per le energie rinnovabili

Il 20 gennaio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026 n. 5, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/2413 (RED

Il 20 gennaio 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026 n. 5, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) e ridefinisce in modo significativo il quadro normativo nazionale per accelerare lo sviluppo degli impianti da fonti rinnovabili.

La Direttiva RED III, adottata il 18 ottobre 2023 e inserita nel pacchetto europeo “Fit for 55%”, mira a ridurre entro il 2030 le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990. Il Decreto n. 5/2026 si inserisce in questo contesto con l’obiettivo di allineare l’Italia ai nuovi target europei, rafforzando l’integrazione delle energie rinnovabili nei settori dell’edilizia, dell’industria, dei trasporti e della pubblica amministrazione.

Le principali novità normative

Il Decreto recepisce la RED III principalmente attraverso l’aggiornamento del D.Lgs. n. 199/2021 (attuativo della RED II), intervenendo anche in modo puntuale su numerosi testi normativi di settore. Tra le novità di maggior rilievo si segnala l’aggiornamento della definizione di energia da fonti rinnovabili, che ora include, tra l’altro, l’energia osmotica, generata dalla differenza di concentrazione salina tra due fluidi.

Viene inoltre introdotta una distinzione più chiara tra:

combustibili rinnovabili (biocarburanti, bioliquidi, combustibili da biomassa e combustibili rinnovabili di origine non biologica);

combustibili rinnovabili di origine non biologica, ossia combustibili il cui contenuto energetico deriva da fonti rinnovabili diverse dalla biomassa.

Particolare attenzione è dedicata all’uso della biomassa, nel rispetto del principio della gerarchia dei rifiuti e dell’uso “a cascata”, al fine di bilanciare le esigenze energetiche con quelle di tutela ambientale ed economia circolare.

Alla luce di tali interventi, l’obiettivo nazionale di quota di energia rinnovabile nel consumo finale lordo al 2030 viene innalzato al 39,4%, con un incremento di 9,4 punti percentuali rispetto al target fissato dalla RED II.

Power Purchase Agreements (PPA)

Il Decreto amplia la definizione di accordo di acquisto di energia da fonti rinnovabili, includendo non solo l’energia elettrica, ma anche quella termica e frigorifera. I Power Purchase Agreements (PPA) vengono così confermati come strumenti centrali per favorire investimenti in rinnovabili, pur restando esposti a rischi legati alla volatilità dei prezzi e alla variabilità della produzione.

La RED III affida agli Stati membri il compito di:

ridurre i rischi finanziari associati ai PPA, anche tramite garanzie di credito;

evitare oneri o procedure sproporzionate o discriminatorie;

garantire la trasferibilità delle garanzie di origine all’acquirente.

Alla Commissione europea è invece demandata l’analisi degli ostacoli alla diffusione dei PPA, in particolare transfrontalieri (è attualmente in corso una consultazione pubblica fino al 20 febbraio 2026).

Integrazione delle rinnovabili negli edifici

Il Decreto rafforza in modo significativo gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, settore responsabile di una quota rilevante dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti. L’obbligo riguarda:

edifici di nuova costruzione;

ristrutturazioni rilevanti;

interventi di ristrutturazione degli impianti termici, ove tecnicamente ed economicamente fattibili.

Sono previste percentuali minime di copertura dei consumi differenziate in base alla tipologia di intervento, con obblighi più stringenti per gli edifici pubblici, a conferma del loro ruolo strategico nel processo di decarbonizzazione. L’inosservanza degli obblighi comporta il diniego del titolo edilizio, mentre eventuali deroghe devono essere adeguatamente motivate dal progettista sotto il profilo tecnico ed economico.

Il Decreto Legislativo n. 5/2026 segna dunque un passaggio rilevante nel percorso di transizione energetica nazionale, rafforzando il quadro regolatorio e ponendo nuove sfide – e opportunità – per operatori pubblici e privati.

 

 

 

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