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Accesso al credito e aspettative delle imprese: i risultati dell’indagine SAFE Q4 2025

02/02/2026 10:59

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Accesso al credito e aspettative delle imprese: i risultati dell’indagine SAFE Q4 2025

La più recente edizione della Survey on the Access to Finance of Enterprises (SAFE), pubblicata il 2 febbraio 2026 e riferita al quarto trimestre 2025

La più recente edizione della Survey on the Access to Finance of Enterprises (SAFE), pubblicata il 2 febbraio 2026 e riferita al quarto trimestre 2025, segnala un ulteriore irrigidimento delle condizioni di finanziamento per le imprese dell’area euro.

Le aziende riportano un aumento netto dei tassi di interesse sui prestiti bancari (12%, in forte crescita rispetto al 2% del trimestre precedente), accompagnato da un incremento degli altri costi di finanziamento e dei requisiti di garanzia. Il fenomeno riguarda in modo simile PMI e grandi imprese.

Parallelamente, si osserva un moderato aumento del fabbisogno di finanziamento, a fronte di una lieve riduzione percepita della disponibilità di credito. Ne deriva un ampliamento del divario di finanziamento bancario, che riflette una maggiore difficoltà di accesso ai prestiti.

Sul piano macroeconomico, le imprese continuano a indicare le prospettive economiche generali come il principale fattore di vincolo all’accesso ai finanziamenti, nonostante un lieve miglioramento nella disponibilità delle banche a concedere credito. Le aspettative su fatturato e investimenti mostrano segnali contenuti di miglioramento, mentre la redditività resta sotto pressione.

Le aspettative di inflazione rimangono sostanzialmente stabili su tutti gli orizzonti temporali: l’inflazione attesa a un anno si colloca al 2,6%, mentre a tre e cinque anni resta al 3,0%. Persistono inoltre rischi orientati al rialzo nel lungo periodo. I prezzi di vendita e i salari sono attesi in aumento, mentre rallenta leggermente la crescita dei costi non legati al lavoro.

Un focus specifico dell’indagine riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il 27% delle imprese dell’area euro dichiara di non utilizzare soluzioni di AI, mentre la maggioranza ne fa un uso limitato o moderato. Le PMI risultano meno attive rispetto alle grandi imprese, anche se emerge un nucleo di aziende di dimensioni minori che utilizza l’AI in modo significativo.

L’indagine SAFE è stata condotta tra novembre e dicembre 2025 su un campione di 5.067 imprese, di cui oltre il 90% con meno di 250 dipendenti, e rappresenta un punto di riferimento essenziale per comprendere l’evoluzione delle condizioni finanziarie e delle aspettative del tessuto produttivo europeo.

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