È stato pubblicato oggi il nuovo aggiornamento sullo scenario macroeconomico, che evidenzia il proseguimento dell’espansione dell’economia globale, pur in un contesto caratterizzato da un’elevata incertezza che continua a gravare sulle prospettive future.
Nel terzo trimestre del 2025 l’economia statunitense ha mantenuto un ritmo di crescita sostenuto. Come nella prima parte dell’anno, un contributo rilevante è derivato dagli investimenti in tecnologie legate all’intelligenza artificiale, che hanno alimentato anche il commercio internazionale. In prospettiva, l’OCSE prevede per il 2026 un lieve indebolimento della crescita mondiale, condizionato dai rischi al ribasso connessi alle tensioni commerciali e geopolitiche e da possibili correzioni nei mercati finanziari, in particolare nel settore tecnologico.
Nell’area dell’euro la crescita del PIL rimane moderata. Dopo una lieve accelerazione nei mesi estivi, l’attività economica ha continuato a espandersi in autunno, sostenuta soprattutto dal settore dei servizi, con dinamiche eterogenee tra i principali Paesi. Le proiezioni dell’Eurosistema indicano una crescita del PIL pari all’1,2 per cento nell’anno in corso e all’1,4 per cento nel biennio 2027-2028. L’inflazione al consumo, che nel 2025 si è collocata in media al 2,1 per cento, è prevista in lieve diminuzione nel 2026 e nel 2027, per poi tornare al 2,0 per cento nel 2028.
In Italia l’attività economica continua a espandersi a ritmi contenuti. Nel terzo trimestre il PIL è aumentato leggermente, grazie al deciso incremento delle esportazioni e all’espansione degli investimenti, mentre i consumi delle famiglie hanno mostrato una crescita più moderata. Nel quarto trimestre l’attività ha proseguito la sua espansione, trainata dai servizi e da un recupero dell’industria, sebbene le prospettive per la manifattura restino incerte anche a causa dell’intensificarsi della concorrenza cinese in diversi comparti. Le proiezioni indicano una crescita del prodotto pari allo 0,6 per cento nel 2026, con un rafforzamento nel biennio successivo.
L’avanzo di conto corrente della bilancia dei pagamenti rimane elevato. Dopo il calo registrato nei mesi primaverili, le esportazioni in volume sono tornate ad aumentare nel terzo trimestre, anche per effetto di alcuni andamenti settoriali straordinari. La posizione creditoria netta dell’Italia verso l’estero si è ulteriormente ampliata, mentre gli acquisti netti di titoli pubblici italiani da parte degli investitori esteri sono proseguiti a un ritmo più contenuto.
Il mercato del lavoro mostra segnali di miglioramento. Nei mesi autunnali il numero di occupati è tornato ad aumentare e il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto, mentre il tasso di partecipazione al mercato del lavoro ha registrato una flessione tra i giovani.
L’inflazione resta contenuta. Nel quarto trimestre si è mantenuta su livelli inferiori rispetto alla media dell’area dell’euro, per effetto della crescita più moderata dei prezzi dei servizi e del calo più pronunciato di quelli dell’energia. Le pressioni all’origine continuano ad attenuarsi. Secondo le proiezioni elaborate nel mese di dicembre, l’inflazione al consumo scenderà all’1,4 per cento nel 2026, per poi risalire gradualmente nel biennio successivo verso valori prossimi al 2 per cento nel 2028.
Infine, si è rafforzata la dinamica del credito. In autunno il costo della raccolta bancaria e i tassi sui prestiti sono rimasti sostanzialmente invariati, mentre i finanziamenti a famiglie e imprese hanno accelerato, in particolare nei servizi e nelle costruzioni, con un’attenuazione della flessione nel settore manifatturiero.
Il quadro complessivo restituisce un’economia in espansione, ma esposta a rischi significativi che richiedono un attento monitoraggio dell’evoluzione macroeconomica e finanziaria nei prossimi trimestri.




