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Rischio di credito e di mercato: l’EBA registra progressi nei modelli bancari dell’UE

22/06/2026 11:31

CELF

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Rischio di credito e di mercato: l’EBA registra progressi nei modelli bancari dell’UE

L’EBA ha pubblicato il suo rapporto annuale sugli approcci utilizzati dalle banche dell’Unione Europea per calcolare i requisiti patrimoniali legati a

L’EBA ha pubblicato il suo rapporto annuale sugli approcci utilizzati dalle banche dell’Unione Europea per calcolare i requisiti patrimoniali legati ai rischi di credito e di mercato.

L’analisi evidenzia un progressivo miglioramento nella coerenza e nell’affidabilità dei modelli interni adottati dagli istituti di credito. Allo stesso tempo, individua alcune aree che richiedono ulteriori interventi da parte delle autorità di vigilanza, soprattutto in vista dell’attuazione delle più recenti riforme regolamentari.

L’esercizio di benchmarking 2025 mostra un netto miglioramento della qualità e della comparabilità dei dati tra le banche europee. La dispersione dei principali indicatori di rischio rimane contenuta, segnale di una crescente convergenza nelle pratiche di modellizzazione e di una migliore qualità dei dati.

Per le banche che utilizzano modelli interni, la variabilità del Value-at-Risk (VaR) si mantiene su livelli storicamente bassi. Persistono invece differenze più marcate nelle misure che valutano scenari di stress e rischi estremi, come lo stressed VaR (sVaR) e l’Incremental Risk Charge (IRC).

Anche l’approccio standardizzato alternativo (ASA), destinato ad assumere un ruolo sempre più importante con l’introduzione della Fundamental Review of the Trading Book (FRTB), conferma elevati livelli di stabilità e comparabilità. In particolare, la dispersione del metodo basato sulle sensibilità si è ulteriormente ridotta, attestandosi in media all’8%.

Sul fronte del rischio di credito, il rapporto evidenzia un quadro generalmente stabile e segnali positivi derivanti dall’attuazione delle riforme normative.

Tra il 2015 e il 2024 si è osservata una progressiva riduzione della variabilità delle stime della probabilità di default (Probability of Default, PD) in diverse classi di attività. Anche la variabilità delle stime della perdita in caso di insolvenza (Loss Given Default, LGD) mostra una lieve tendenza al ribasso.

Secondo l’EBA, parte delle differenze nelle stime della probabilità di default può essere spiegata dal diverso livello di rischio dei portafogli bancari, misurato attraverso i tassi di insolvenza osservati nel lungo periodo. Per quanto riguarda la perdita in caso di insolvenza, fattori come il rapporto tra valore del prestito e valore della garanzia (Loan-to-Value, LtV) contribuiscono solo parzialmente a spiegare le differenze riscontrate tra le banche.

 

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