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Digital Omnibus: nuove scadenze e semplificazioni per l’AI Act

11/02/2026 09:23

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Digital Omnibus: nuove scadenze e semplificazioni per l’AI Act

Il Parlamento europeo entra nella fase decisiva dell’attuazione dell’AI Act. Con l’adozione del rapporto sul Digital Omnibus on Artificial Intelligenc

Il Parlamento europeo entra nella fase decisiva dell’attuazione dell’AI Act. Con l’adozione del rapporto sul Digital Omnibus on Artificial Intelligence da parte delle commissioni IMCO e LIBE, l’Unione europea compie un passaggio cruciale: dalla regolazione “sulla carta” alla costruzione di un sistema realmente applicabile.

Il documento, presentato dai co-relatori Arba Kokalari e Michael McNamara, non modifica l’impianto valoriale del Regolamento UE 2024/1689, ma interviene in modo significativo sulla sua traiettoria attuativa, con l’obiettivo di garantire certezza del diritto, sostenibilità amministrativa ed effettiva governance dell’intelligenza artificiale.

Le nuove scadenze per i sistemi ad alto rischio

Il cuore del Digital Omnibus riguarda il calendario di applicazione degli obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio. Il Parlamento supera l’impostazione originaria della Commissione, che subordinava l’entrata in vigore a una futura verifica sulla disponibilità degli strumenti tecnici, e introduce date certe:

• 2 dicembre 2027 per i sistemi ad alto rischio ex art. 6(2) e Allegato III
• 2 agosto 2028 per i sistemi ex art. 6(1) e Allegato I

La scelta risponde a un’esigenza di certezza giuridica: applicare obblighi complessi in assenza di standard armonizzati e organismi notificati pienamente operativi avrebbe generato frammentazione e contenzioso. Il rinvio diventa quindi uno strumento di effettività, non di indebolimento normativo.

AI literacy: da obbligo formale a politica industriale

Il rapporto interviene anche sull’articolo 4 dedicato all’AI literacy. L’obbligo generalizzato di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale viene ricalibrato per evitare oneri sproporzionati, in particolare per le PMI.

L’alfabetizzazione diventa una priorità strategica sostenuta attivamente da Stati membri e Commissione tramite orientamenti, risorse informative e scambio di buone pratiche. Non più semplice compliance, ma leva strutturale di competitività e sviluppo del capitale umano europeo.

Bias algoritmici e dati sensibili: chiarimento sul fondamento giuridico

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il trattamento dei dati sensibili per la rilevazione e mitigazione dei bias. Il nuovo articolo 4a chiarisce che la prevenzione della discriminazione costituisce un interesse pubblico sostanziale idoneo a giustificare, in condizioni rigorose, il trattamento di categorie particolari di dati.

Il coordinamento esplicito con il GDPR rafforza la coerenza sistemica e supera un’ambiguità che rischiava di bloccare, paradossalmente, proprio le attività necessarie a prevenire discriminazioni algoritmiche.

Semplificazione e coordinamento delle procedure

Il Digital Omnibus introduce procedure coordinate nei casi in cui un sistema ricada sia sotto l’AI Act sia sotto altre normative di armonizzazione UE, riducendo duplicazioni e costi amministrativi.

Viene inoltre rafforzata la presunzione di conformità in materia di cybersicurezza per i sistemi già conformi alla normativa settoriale europea, favorendo un approccio integrato alla compliance.

Sandbox regolatorie e rafforzamento dell’AI Office

L’AI Office europeo assume un ruolo centrale nello sviluppo di sandbox regolatorie a livello UE, con priorità per PMI e startup. Le autorità di protezione dei dati saranno obbligatoriamente coinvolte nelle sperimentazioni che implicano trattamenti di dati personali, garantendo che l’innovazione avvenga in un contesto di tutela dei diritti fondamentali.

Un segnale politico oltre l’AI Act

Il Digital Omnibus si inserisce in una più ampia strategia di semplificazione normativa a livello europeo. Non rappresenta una marcia indietro sugli obiettivi, ma un cambio di metodo: meno accumulo normativo, più attenzione alla capacità amministrativa e all’effettiva applicabilità delle regole.

L’AI Act diventa così il primo banco di prova di una nuova stagione regolatoria europea, orientata a coniugare ambizione tecnologica, tutela dei diritti e sostenibilità operativa.

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