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Risposta dell’EBF alla consultazione del GHG Protocol sullo Scope 2

05/02/2026 17:51

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Risposta dell’EBF alla consultazione del GHG Protocol sullo Scope 2

La Federazione bancaria europea (European Banking Federation – EBF) accoglie con favore la consultazione pubblica del GHG Protocol sulle linee guida r

La Federazione bancaria europea (European Banking Federation – EBF) accoglie con favore la consultazione pubblica del GHG Protocol sulle linee guida relative allo Scope 2. Al tempo stesso, esprime forti preoccupazioni in merito ai potenziali effetti indesiderati che le modifiche proposte potrebbero avere sul mercato dei Power Purchase Agreement (PPA) e, più in generale, sugli investimenti nelle energie rinnovabili e sulla decarbonizzazione delle reti elettriche.

La consultazione propone di rafforzare il metodo “market-based” trasformando due criteri di qualità in requisiti vincolanti. Sebbene presentate come semplici revisioni contabili, tali modifiche avrebbero implicazioni significative sul funzionamento dei mercati elettrici. I progetti di energia rinnovabile dipendono infatti in larga misura da PPA di lungo termine con controparti affidabili, flussi di cassa prevedibili e strutture di finanziamento stabili che includono capitale proprio, tax equity e debito. Le modifiche proposte rischiano di ridurre il numero di soggetti in grado o disposti a sottoscrivere PPA di lungo periodo.

Di conseguenza, la durata e i volumi medi dei PPA potrebbero ridursi, mentre aumenterebbero la volatilità dei prezzi e la complessità contrattuale. L’aumento dell’incertezza comporterebbe un incremento dei costi di finanziamento e dei premi per il rischio, impedendo a molti progetti marginali di raggiungere il closing finanziario. Si verrebbe così a creare un paradosso: a fronte di una rendicontazione delle emissioni apparentemente più accurata, gli investimenti, la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili e la decarbonizzazione delle reti subirebbero un rallentamento.

Alla luce di tali criticità, l’EBF ritiene che il GHG Protocol dovrebbe mantenere le definizioni attuali dello Scope 2 e considerare l’abbinamento orario e la deliverability come percorsi opzionali e non obbligatori. Tutti i PPA sottoscritti prima dell’entrata in vigore delle nuove regole sullo Scope 2, comprese le eventuali estensioni contrattuali, dovrebbero continuare a essere disciplinati dal quadro normativo vigente per l’intera durata dei contratti.

Inoltre, considerato che molti impianti di energia rinnovabile sono destinati a essere oggetto di più cicli di rinegoziazione nel corso della loro vita utile, stimata tra i 20 e i 30 anni, le tutele transitorie dovrebbero essere applicate a livello di asset e non limitarsi ai singoli accordi contrattuali.

Rendere obbligatorie le modifiche proposte rischierebbe di ostacolare l’approvvigionamento di energia rinnovabile, ritardare la transizione verso un sistema elettrico privo di emissioni di carbonio e generare oneri logistici e costi aggiuntivi non necessari per gli operatori di mercato.

Link: https://www.ebf.eu/ebf-media-centre/ebf-response-to-the-ghg-protocol-scope-2-guidance-public-consultation/ 

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